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Piazza Giuseppe di Vittorio n.9
Livorno - Toscana 
Italia

ANCHE TU PUOI DIVENTARE UNO SHAPER. LA GUIDA

PARTE I - PROGETTAZIONE

Capitolo 5 - LA SCELTA DEI MATERIALI

A questo punto dovreste aver messo appunto gli strumenti, il progetto, il modello e l'area di lavoro. E 'il momento di scegliere il blank, lo stringer, il tessuto, la resina, il sistema pinne e leash e mettersi a lavoro.
 

SCEGLIERE IL BLANK CON LE GIUSTE DIMENSIONI

Una volta che avete deciso tra PU o EPS, è necessario scegliere le dimensioni appropriate del blank. I tre elementi che dovete prendere in considerazione sono:

  • Lunghezza

  • Larghezza

  • ProfiloRocker

Sia che abbiate optato per un blocco di EPS o XPS che per un blank in PU con tanto di stringer, outline e profilo rocker grezzamente preshapati, la vostra tavola da surf deve stare dentro il blank e voi dovrete soltanto portarla fuori.

Nel caso di un blank in PU, quando si sceglie la lunghezza, in generale, il blank deve essere di almeno 1 pollice più lungo e non più di 6 pollici superiore al vostro progetto. Troppo vicino e non sarete in grado di adattare la forma sul blanks, troppo lontani e si avrà difficoltà a raggiungere la corretta forma del rocker.

Quando si sceglie la larghezza, è necessario assicurarsi che il blank è sufficientemente ampio in tutte le sue dimensioni chiave: 12 "dal nose, nel punto di maggiore larghezza e 12" dal tail. Assicuratevi che il blank è sufficientemente ampio nella zona del nose e del tail per accogliere il vostro progetto. Se avete in mente un tail a fish, potrebbe non rientrare in un blank pensato per una shortboard con pin tail.

Per la scelta del profilo rocker adatto è necessario assicurarsi che il profilo rocker del vostro progetto rienti all'interno del blank. Esistono due profili standard per una tavola corta: il rocker molto prononciato degli shortboard o il rocker più piatto per le fun board. Lo spessore del vostro progetto deve rientrare all'interno in tutti i punti chiave: nel tail e nel nose non si dovrebbero avere problemi, ma dovrete fare attenzione a 12” dal tail, al punto con maggiore spessore e a 12” dal nose.

Molti produttori di blank hanno un listino di tutti i modelli con le loro caratteristiche che vi possono permettere di scegliere quello più adatto a contenere il vostro progetto. Per quanto riguarda il PU noi utiliziamo US Blank, di qualità per noi infinitamente superiore ma con costi evidentemente superiori rispetto alle concorrenti. Per farvi un'idea segnalo un link dove potrete osservare tutti i modelli possibili di blank della ormai andata Clark Foam, con tutta la scheda tecnica che segnala tutte le misure chiave per scegliere il proprio blank http://www.foamez.com/pdfs/CF%20Blank%20Catalog.pdf

Se avete invece scelto di fare con un blocco in EPS, dovrete soltanto accertarvi che il vostro progetto con le misure della larghezza massima, della lunghezza e del massimo rocker (normalmente nel nose), stiano all'interno del blocco in EPS.

Se avete progettato su un programma CAD, avrete tutte le misure necessarie per determinare se un blank è adatto per il vostro disegno.

Visti i prezzi elevati delle spedizioni, in quanto oltre al volume i blank hanno anche bisogno di una completa protezione per evitare che si bozzino o si spezzino, il consiglio è quello di recarvi presso shaper locali, oppure nel caso dei blocchi in EPS presso aziende che lavorano il polistirolo (credo che ogni città ne abbia almeno una).

Se invece volte usufruire del nostro servizio di preshape, avrete il vostro blank già modellato sia sull'outline che sul rocker. Su ordinazione forniamo anche US Blank. In caso di dubbio nella sezione “Help Center” del nostro sito potete chiedere informazioni per essere indirizzarvi verso il blank più adatto per il vostro progetto di tavola.

SCELTA DELLO STRINGER

Blank in PU hanno già uno stringer all'interno. Normalmente si tratta di un compensato di tiglio americano, ma potrete optare per altri legni che sappiano combinare leggerezza, resistenza e malleabilità. Le opzioni che i produttori normalmente danno sono la paulonia, la balsa e il pregiato cedro usato soprattutto per i longboard.

Se optate per un blocco in EPS il vostro legno dovrà contenere il profilo rocker del vostro progetto. Quale legno? Andate presso un venditore di legno e cercate cosa può fare al caso vosotro. Ricordate: resistenza, leggerezza ma soprattutto malleabilità.

Per una tavola che abbia un buon rapporto tra resistenza e flessibilità, che non sia allo stesso tempo per un prosurfer ma per onde medio piccole come immaginiamo sia la prima tavola di un novello shaper, il consiglio è quello di combinare uno stringer fine (4 mm) e un tessuto più importante sul deck (6+4 once o ancora più resistente un 6+6 once). Per chi deve acquistare uno stringer, buono è un compensato di betulla. Test sulle tavole per controllare la resistenza alla rottura hanno dimostrato che a parità di peso una tavola con uno stringer più grande e un tessuto più leggero è di gran lunga più debole di una tavola costruita con un legno più fine e leggero e un tessuto più pesante. Con questa scelta avrete una tavola più resistente anche alle bozzature.

Se non siete fissati con le anime in legno, potrete anche farne a meno. Oggi le tavole in EPS - resina epossidica prive di legno sono entrate prepotentemente in commercio, con i migliori produttori come Lost, Hayden Shape, Firewire e molti altri che hanno puntato forte su queste nuove tecnologie. Infatti ci sono alternative valide al legno. Ciò farà risparmiare fatica, e probabilmente risparmiare peso e denaro.

Se avete intenzione di fare a meno di una traversa di legno, potrete sostituirla con del carbonio da 5 once da aggiungere al panno standard. È possibile usare una striscia sul deck e una sul bottom lungo l'asse di simmetria (per capirsi dove generalmente passa la traversa di legno) oppure una striscia lungo tutto il rail della tavola da surf. Potrete sbizzarrirvi con le forme, e la nuova tecnologia di Lost “Carbon Wrap” ne è solo un esempio. Attenzione però, prima di inventare qualcosa di nuovo si dovrebbero conoscere le caratteristiche di resistenza e flessibilità che verranno date alla tavola. Anche qui il mio consiglio è quello di copiare. Il costo della fibra di carbonio è assai alto. Un altro consiglio, è quello di utilizzare per la laminazione dell'intera tavola il tessuto fiberglass denominato “S” (e non il normale “E”) da 4 once. Il tessuto in fibra di vetro "S" è più costoso ma molto più resistente e flessibile. Potrete mettere i seguenti strati di tessuto: 2 strati di 4 once sul deck, due sul bottom, e due nella zona rail all'altezza del grip.

Attenzione però che la fase di shape su un blank stringerless dovrà essere molto attenta e soprattutto a mano leggera!!!! Il rischio che il blank, a causa del suo poco peso, vi cada, si spezzi o nel migliore dei casi vi si deformi è alla portata di mano.

 

LA SCELTA DELLA RESINA

Riassumiamo essenzialmente quanto già detto:

  • Resina poliestere: economica, poco tempo per lavorarla, indurimento completo in poche ore, minor resistenza rispettoa Epoxy, finitura pulita; facilità al carteggio (con additivo stirene paraffinato);

  • Resina epossidica: costi superiori, maggior tempo per la lavorazione, indurimento completo molto lungo, maggior resistenza; finitura con possibili bollicine; facilità al carteggio inferiore alla poliestere;

  • Resina epossidica Resin Research: costi superiori, maggior tempo per la lavorazione, indurimento completo in poche ore, maggior resistenza, finitura pulita e priva di bollicine, facilità al carteggio.

Ricordiamo inoltre che la resina poliestere non può essere utilizzata con il blank in. EPS, perchè lo stirene contenuto scioglierebbe il vostro pane. Adesso scegliete in base alle vostre esigenze.

Se scegliete la poliestere dovrete acquistare la parafina in stirene, un additivo da utilizzare esclusivamente in fase di hot coat o gloss, che vi faciliterà la carteggiatura. Non utilizzarlo vorrebbe dire buttare metri e metri di carta abrasiva, impastata al primo passaggio. Lo stirene, da non confondere con la paraffina in stirene, viene utilizzato in aggiunta alla resina per favorire uno stato di maggior liquidità della resina. Per portare la resina poliestere all'indurimento si deve utilizzare catalizzatore MEPK. In sostituzione può essere utilizzato catalizzatore a raggi UV. Si tratta di una una polverina da aggiungere alla resina in luoghi privi di raggi UV. Finita di lavorare è necessario esporre la parte ai raggi UV solari o altre fonti artificiali. Il contatto coi raggi UV porterà la resina poliestere all'indurimento completo.

La resina epossidica, non ha tutti questi addittivi, ma necessita soltanto del suo corrispettivo induritore da aggingere secondo le indicazioni date da ogni produttore di resina. La nuova Resin Research ha inventato l'Additivo F, il quale consente alla resina di ridurre la possibilità che si formino quei fastidiosi bollicini tipici delle vecchie epossidiche; favorisce inoltre la carteggiatura così come fa la paraffina per la poliestere. Ricordiamo ancora una volta che è importantissimo rispettare meticolosamente il rapporto del mixaggio con l'indurente (ogni resina epossidica ha il suo rapporto) e le caratteristiche dell'ambiente richieste durante l'uso.

Inoltre è importante sapere che la resina epossidica preferisce una spatola in plastica dura, di quelle più economiche mentre quella poliestere preferisce quelle in gomma flessibile. Entrambe richiedono dei recipienti di plastica spessi, meglio se HDPE, per evitare che si sciolgano per via del calore prodotto.

Per il miscelamento di resina e rispettivi induritori e additivi sono ideali degli stecchini di legno con forma piatta, tipo quelli che utilizzano i medici per osservare la gola. Vanno bene anche i più economici stecchi gelato. La resina epossidica necessita di un lungo lavoro di miscelazione per permettere alle molecole di resina e induritore di prendere il giusto contatto. Per avere la sicurezza che parti di resina non si induriscano, prendetevi 2 minuti per miscelare con dolcezza facendo attenzione di smuovere accuratamente tutto il materiale.

 

LA SCELTA DEL TESSUTO IN FIBERGLASS

Si tratta di una scelta importante! Spesso si tende a cercare di ottenere una tavola la più leggera possibile. Se, come ci siamo detti, la vostra prima tavola non sarà una short da competizione, ma piuttosto una tavola per divertirsi anche quando le onde non sono grandi e ripide, ecco che il peso non è poi così tanto importante. Certo non dovrete fare un mattone, ma riteniamo che una maggiore resistenza alle bozzature e alle rotture sia da ritenere più importante.

I tessuti in fibra di vetro più usati in commercio, Hexcell o Aerialite, hanno una grammatura pari a 4 once e 6 once. Alcuni utilizzano anche un 8 once, ma riteniamo che si possa lavorare aggiungendo più strati. Inoltre è possibile scegliere la larghezza del tessuto, normalmente 65 o 80 cm, in base al tipo di tavola che si deve laminare. Per una shortboard sarà sufficiente un 65 cm, mentre per una fun board o longboard sopra i 20” di larghezza, sarà necessario un tessuto più largo, di 80 cm appunto.

Normalmente si tende a mettere uno strato sul bottom, e due sul deck più soggetta alla pressione dei vostri piedi. In commercio, soprattutto per le tavole prodotte in serie, si ha quasi una standardizzazione di utilizzo dei tessuti in fibradi vetro: 4; 4+4 once per la shortboard, 6 ; 6+4 once per le funboard, mentre i longboard totalmente con la fibra da 6 once (6; 6+6).

Quando, come sul deck si mettono più strati, è sempre meglio che il tessuto con grammatura inferiore stia sopra quello maggiore. Ciò renderà più facile l'impregnazione soprattutto nella zona dei rails.

Detto questo, potrete comunque variare. Resta lo stesso consiglio fatto per la scelta dello stringer: meglio più tessuto e meno spessore stringer. Test effettuati sulla resistenza alla rottura di tavole dello stesso peso, hanno dimostrato che è più forte una tavola con laminato pesante e stringer leggero, piuttosto che il contrario. Un laminato pesante ha anche il vantaggio di essere più resistente alla bozzatura.

Esistono poi infinite possibilità di aggiungere resistenza, con aggiunta di patch di fiberglass, fibra di carbonio o kevlar. Per esempio è importante aggiungere resistenza nella zona dei plug, dei rail vicino al piede posteriore, oppure si può utilizzare persino il carbonio in sostituzione dello stringer.
 

SCELTA DEL SISTEMA PLUG

La scelta di sistemi di pinne rimovibili sono probabilmente la scelta migliore, sia da un punto di vista pratico (la rimozione delle pinne rende più sicuro il viaggio, in aereo soprattutto) che dal punto di vista delle prestazioni (le pinne possono essere modificate in relazione alle dimensioni e velocità delle onde).

A meno che non pensiate di istallare delle pinne fisse, la scelta della configurazione delle pinne e il tipo di installazione preferita (in base ai vostri strumenti e alle capacità) dovrà portarvi alla scelta definitiva dei plug.

CONFIGURAZIONI :

  • Single fin: si intende un pinnone centrale montato su una grande scassa; questa pinna si può muovere all'interno della scassa, permettendo un settaggio con pinna più o meno vicina al tail.

  • 2+1: si intende una pinna grande centrale che si monta su una scassa, e due pinne piccole montate su plug nei pressi dei rail.

  • Twin Fins : due pinne di buone dimensioni montate vicino ai bordi;

  • Thruster : il settaggio più comune nelle shortboard moderne. Una pinna centrale e due laterali montate tutte su plug.

  • Quad : configurazione 4 pinne (quad), senza nessuna pinna centrale. Le 4 pinne laterali si montano su plug nei pressi del bordo due a due.

  • Esistono poi altre tipo di configurazioni, con pinne keel a 3 bicchierini ciascuna, o le bonzer fino addirittura alla configurazione finless.

 

INSTALLAZIONE:

  • Dopo la laminazione: sono i sistemi più semplici da montare. Soprattutto i bicchierini FCS X-2, i classici bicchierini che hanno dominato gli ultimi 20 anni nella produzione di surf. Per il montaggio vi servirà soltanto un trapano con punta a tazza della larghezza del bicchierino (un poco più). Anche le scasse single fin US Unlimited, o FCS si montano dopo la resinatura della tavola. In questo caso vi servirà un router o fresa per un montaggio più facile, oppure con una lama e un po' di pazienza.

  • Prima della laminazione: Futures system, i nuovi plug FCS II, gli intermedi Fusion FCS sono tutti sistemi che si installano prima della laminazione, direttamente sul blank. È importante già decidere l'inclinazione delle vostre pinne, in quanto questo tipo di plug hanno già una loro inclinazione standard, da scegliere al momento dell'acquisto. Naturalmente 0° per le centrali, generalmente 3°,6°, 9° per le laterali. Questi sistemi traggono la loro forza nella laminazione posta al di sopra. Futures System richiedono un'installazione con livello di difficoltà maggiore, a meno che non si acquisti il Kit originale per l'installazione, con dei costi che non sono da prendere in considerazione per fare poche tavole.


 

In definitiva non esiste un sistema meglio dell'altro. Ognuno ha dei vantaggi e svantaggi rispetto agli altri. I vecchi bicchierini FCS sono i più facili da montare, e con una attrezzatura richiesta comune a chiunque abbia pochi attrezzi a casa. Infatti vi servirà un semplice trapano e una punta a tazza da 28 mm di diametro.

Tutti i sistemi vendono dei kit di montaggio: sono molto costosi ma soprattutto potrete farne a meno. Per quanto riguarda i bicchierini FCS x-2 potrete costruirvelo con molta facilità: prendete un compensato di 3mm e fate i segni dei bicchierini già montati su una pinna. Segnate il centro dei cerchi, poi bucate con il trapano a colonna dove avete segnato i cerchi. Appoggiate sul legno la pinna laterale, inserendo i bicchierini all'interno dei fori e tracciate la linea interna della pinna sul legno. Avrete così le linee guida per posizionare le vostre pinne laterali e forare i buchi per l'inserimento del bicchierino. Per la centrale, la linea guida della pinna passa perfettamente nel centro del cerchio.

Se invece avete una fresa verticale potrete tranquillamente optare per gli altri sistemi, a mio parere molto migliori dei bicchierini FCS. Futures System è tra gli altri quello con più difficoltà di installazione. Ma non preoccupatevi, perchè non è così difficile. Nei prossimi capitoli vi spiegheremo come funziona il montaggio dei più comuni sistemi. In ogni caso ogni sistema ha una guida scaricabile su internet per essere accompagnati da manuale per l'istallazione ad opera d'arte dei vostri plug.

Se invece ve ne fregate della possibilità di portarvi in viaggio la tavola, potrete optare per le pinne fisse, più facili da montare e con maggiori prestazioni. Oltre alle pinne che naturalmente potrete costruirvi da solo, vi basteranno dei filamenti di fibra di vetro, chiamati Rowing. Il montaggio avviente sopra la laminazione della tavola. Le pinne, come abbiamo detto, potrete anche costruirvele da soli.

Dopo aver scelto le pinne, e il tipo di plug, dovrete decidere l'inclinazione e il Toe (cioè la gradazione rispetto all'asse della tavola). Il mio consiglio, all'inizio è: “COPIATE”!!! Pinne parallele allo stringer (TOE a 0°) e inclinazione perfettamente perpindicolari (90°) daranno la massima velocità possibile. Nessuno però monta pinne così, perchè oltre alla velocità è importante poter curvare.

L'inclinazione può essere di 3° 5° 9° o come vi pare a voi. La direzione o TOE normalmente porta ad incrociare qualche pollice sopra il nose.

Inoltre è importante scegliere la distanza della pinna dal tail e dal rail. Anche qui, copiate in base al tipo di tavola che state facendo. Nei prossimi capitoli, vi daremo alcuni esempi di posizionamento delle pinne in base ai tipi di tavola.

LEASH PLUGS

Dovrete scegliere il plug tra modelli diversi. Riducendo a due modelli base, il plug a bicchierino tondo FCS e il plug Futures. Anche qui vale la stesso discorso: il bicchierino FCS è il più semplice da montare e si inserisce dopo la laminazione. Il Futures ha una installazione molto più complicata, e si inserisce prima della laminazione (per questo motivo, avrà una resitenza maggiore).

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